Conoscere la pelle è fondamentale per estetisti, tatuatori e parrucchieri. L’esposizione solare cronica causa fotoinvecchiamento e fotocarcinogenesi. Il rischio è cumulativo (somma negli anni).
Conoscere la pelle è fondamentale per estetisti, tatuatori e parrucchieri.
Difesa da pericoli esterni (chimici, fisici, biologici).
Riceve stimoli (calore, dolore, pressione).
Produce sostanze (es: sudore).
Produce cheratina (Cheratinogenetica) e melanina (Pigmentogenetica, per proteggere dal sole).
Controlla la temperatura.
Regola l’equilibrio idrico.
Parte del sistema di difesa del corpo.
Strato superficiale, diviso in 5 strati (dal più interno al più esterno): Basale (dove nascono le cellule), Spinoso, Granuloso, Lucido, Corneo (la barriera finale).
Le Cellule dell’Epidermide:
Funzione Protettiva della Melanina:
Presente dalla nascita. Non va mai coperto con tatuaggi senza preventivo controllo medico.
Si sviluppa nel tempo. Macchie irregolari su pelle fotoesposta vanno valutate prima di qualsiasi trattamento.
L’esposizione solare cronica causa fotoinvecchiamento (rughe, pelle ruvida, macchie solari, vasi dilatati) e fotocarcinogenesi (cheratosi attiniche e tumori cutanei maligni).
L’esposizione solare cronica è comune nei lavoratori all’aperto (outdoor workers), in particolare agricoltori e marinai.
Tipica di:
Provoca: invecchiamento precoce, macchie, tumori cutanei.
Pelle di un lavoratore outdoor con esposizione solare cronica: macchie, cheratosi, invecchiamento precoce diffuso.
Chi lavora all'aperto accumula anni di esposizione UV. Il monitoraggio periodico dei nei è raccomandato.
L’esposizione prolungata al sole durante l’attività lavorativa non è solo un fastidio: è un fattore di rischio concreto per lo sviluppo di carcinomi cutanei (come il carcinoma spinocellulare). Conoscere i rischi e adottare semplici precauzioni è fondamentale per la salute a lungo termine.
Si considera tale chi trascorre almeno il 75% dell’orario lavorativo esposto ai raggi UV.
Le categorie più esposte includono:
Il pericolo non deriva solo dal sole diretto, ma da una combinazione di fattori ambientali e lavorativi:
| CATEGORIA | MISURA DI PREVENZIONE | COME EFFETTUARLA |
|---|---|---|
| Gestione ambientale | Fotoprotezione ambientale | Utilizzare schermature, teli e coperture. |
| Gestione orari di lavoro | Nelle ore centrali (11:00-15:00 o 12:00-16:00), privilegiare compiti al chiuso o all’ombra; svolgere lavori all’esterno la mattina presto o il tardo pomeriggio. | |
| Gestione pause | Effettuare le pause, incluso il pasto, in luoghi ombreggiati. | |
| Protezione Individuale (DPI) | Cappello | Usare un cappello a tesa larga in tessuto anti-UV per proteggere capo, orecchie, naso e collo. |
| Indumenti protettivi | Usare abiti leggeri, larghi, a maniche lunghe e pantaloni lunghi. Prediligere tessuti a trama fitta, scuri e asciutti; evitare fibre di cotone se possibile. | |
| Creme solari | Applicare filtri solari ogni due ore, preferendo un alto SPF. Attenzione a potenziali effetti fotoallergici da sostanze chimiche o vegetali. | |
| Occhiali da sole | Utilizzare occhiali conformi alla norma UNI EN 1836 (blocco del 99% UV). | |
| Formazione e Monitoraggio | Informazione | Formare i lavoratori su: rischi UV, corretto comportamento durante l’esposizione solare, corretto utilizzo dei mezzi di protezione individuale (indumenti, occhiali, creme solari) e collettiva (tendoni oscuranti, aree di lavoro ombreggiate), insegnamento dell’autoesame periodico della propria pelle. |
| Screening periodici | Controlli cutanei regolari nell’ambiente di lavoro per l’individuazione precoce di lesioni sospette |
Aumentano il rischio di melanoma, soprattutto sotto i 35 anni.
L’Italia ne vieta l’uso a minori, donne incinte, chi ha avuto tumori della pelle e chi si scotta facilmente. L’OMS ne sconsiglia l’uso a tutti.
Non preparano la pelle al sole, non attivano la produzione di vitamina D e danno una falsa sicurezza.
Gli UV artificiali concentrano le radiazioni ultraviolette. Nelle lampade UV-A ad alta pressione, l’intensità può superare di 5-10 volte il massimo solare (equivalente a un UV index di 12).
Per questo, molti Paesi, inclusa l’Italia, limitano l’uso delle lampade abbronzanti.
Dal 2011, l’Italia vieta l’uso ai minori, alle donne in gravidanza, a chi ha avuto tumori della pelle e a chi si scotta facilmente.
Tra i paesi mediterranei, l’Italia ha la maggiore incidenza stimata di melanoma correlata all’uso di radiazioni artificiali.
Opuscolo ISS →
Le lampade UV possono superare di 5-10 volte l'intensità del sole. Dal 2011 l'Italia ne vieta l'uso ai minori e a soggetti a rischio.
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