Le domande più comuni su melanoma, prevenzione, diagnosi e vita quotidiana. Risposte basate esclusivamente sul testo del documento di riferimento.
Controllare regolarmente la pelle di tutto il corpo.
Prestare attenzione a eventuali cambiamenti nei nei preesistenti, utilizzando la regola dell’ABCDE e il Segno del brutto anatroccolo.
Il primo passo per la diagnosi è rimuovere chirurgicamente la lesione sospetta (biopsia escissionale). Si toglie tutta la lesione pigmentata con un piccolo margine di pelle sana (2 mm). Il campione viene poi analizzato in laboratorio (esame istologico) per capire se è benigna o maligna.
L’ereditarietà e l’esposizione al sole sono i fattori principali.
Chi ha parenti stretti con melanoma è più a rischio, specialmente in presenza di nei atipici.
Anche il colore della pelle, gli occhi e i capelli chiari aumentano il rischio.
Le radiazioni ultraviolette, se prese in eccesso, aumentano il rischio di tumori della pelle (melanoma e carcinomi). Per proteggersi, è importante limitare l’esposizione al sole tra le 10:00 e le 16:00, indossare indumenti protettivi e occhiali da sole, usare creme solari ad alta protezione, anche per brevi esposizioni.
I lettini abbronzanti (solarium) aumentano il rischio di melanoma, specialmente nei giovani (<35 anni).
L’Italia ne vieta l’uso a minori, donne incinte, chi ha avuto tumori della pelle e chi si scotta facilmente. L’OMS ne sconsiglia l’uso a tutti.
Non preparano la pelle al sole, non attivano la produzione di vitamina D e danno una falsa sicurezza.
Nello stadio iniziale, l’asportazione chirurgica del melanoma con un margine di sicurezza adeguato è la terapia standard.
Per i melanomi a rischio elevato o avanzati, sono disponibili terapie mediche innovative che si affiancano alla chirurgia, a seconda dello stadio della malattia.
Il legame tra ormoni femminili e melanoma è incerto. L’uso della pillola anticoncezionale non sembra aumentare il rischio, mentre i dati sulle terapie per l’infertilità non sono conclusivi.
Gli ormoni in gravidanza stimolano la crescita di melanociti e nevi, causando alterazioni nel colore della pelle e dei nevi.
La gravidanza non aumenta il rischio di melanoma.
Tuttavia, dopo un melanoma pregresso, è consigliato evitare una gravidanza per 2-5 anni a causa delle incertezze sull’effetto della gravidanza sul decorso del melanoma.
La dieta può influenzare la prevenzione, lo sviluppo e la terapia del melanoma.
Aumentare l’assunzione di frutta e verdura può aiutare a prevenire il cancro, migliorare l’efficacia dei farmaci e ridurre gli effetti collaterali delle terapie.
Anche il caffè e il tè verde sono studiati per la loro azione preventiva, grazie agli antiossidanti naturali che proteggono la pelle.
Il ruolo degli integratori alimentari nella prevenzione è ancora oggetto di studio.
Il Medico di Medicina Generale (MMG) e il pediatra sono fondamentali. Visitando la pelle dei pazienti, possono individuare precocemente lesioni sospette da indirizzare al dermatologo.
Devono anche educare i pazienti a notare i cambiamenti dei nei, usando la regola ABCDE e il segno del “brutto anatroccolo” (il neo diverso dagli altri). Possono inoltre consigliare una protezione solare adeguata, specialmente per i soggetti a rischio (fototipo chiaro, molti nei, familiarità per melanoma).
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